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''Virus A/H1N1 donna muore «Era a rischio no allarme». Il caso. La vittima era cardiopatica e trapiantata di rene'' - La Sicilia
Martedì, 8 Gennaio 2013




Martedì 8 Gennaio 2013 pg. 5

Virus A/H1N1 donna muore «Era a rischio no allarme»
Il caso. La vittima era cardiopatica e trapiantata di rene

Roma. Ricoverata in stato di coma dallo scorso 4 gennaio nel reparto di Rianimazione dell'ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia (Napoli), è deceduta ieri la donna di 59 colpita dal virus influenzale A/H1N1. La donna, già particolarmente debole perché precedentemente trapiantata di rene e cardiopatica, spiega il direttore della Rianimazione Aniello De Nicola, «non ha retto alla difficoltà respiratoria». Dopo i sei casi di persone contagiate dal virus A/H1N1 registrati in Sardegna la scorsa settimana, questo è il primo decesso registrato quest'anno a causa di H1N1. Il virus, anche noto come "febbre suina", ha fatto la sua comparsa nel 2009. Da allora, ha fatto registrare in Italia oltre 200 vittime e oltre 13mila nel mondo, soprattutto però tra soggetti appartenenti a categorie a rischio come, appunto, malati cronici e cardiopatici.
Dal 2010, il virus è contenuto nel vaccino antinfluenzale stagionale. Secondo gli esperti, il virus influenzale A/H1N1 non presenta al momento una aggressività «marcatamente superiore» rispetto agli altri virus influenzali, tuttavia il verificarsi di casi gravi, «sia pure rari, è possibile soprattutto tra le categorie maggiormente a rischio come anziani e malati cronici». A sottolinearlo, è il direttore del dipartimento malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità (Iss), Gianni Rezza. Anche per l'influenza A, annuncia, il picco di casi è prevedibile si verifichi, così come per gli altri virus influenzali, tra fine gennaio e febbraio. «Proprio in queste settimane - spiega Rezza - si sta registrando, complici anche le temperature più fredde, un aumento dei casi di influenza stagionale e, di pari passo, si registra anche un aumento dei casi da virus influenzale A/H1N1.
Ciò comporta pure un aumentato rischio che si possano verificare casi con complicanze più gravi». Il virus A/H1N1 «non è mutato dal 2009, quando ha cominciato a diffondersi - precisa l'esperto - e questo è un segno positivo; tuttavia, è in grado di dare complicanze anche gravi, e ciò soprattutto in soggetti a rischio come malati cronici, diabetici, donne in gravidanza e obesi. In modelli animali, tale virus ha infatti dimostrato una maggiore capacità di attaccare i polmoni». Meno colpiti da H1N1 risultano, invece, gli anziani, probabilmente perché già a contatto con il virus negli anni precedenti. L'invito è comunque quello di non cedere agli allarmismi: «In caso di influenza è inutile intasare i pronto soccorso. La situazione - conclude Rezza – va monitorata, contattando nel caso di febbre insistente il proprio medico di famiglia».
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